Un solo risuonare

J. S. Bach, Variazioni Goldberg, BWV 988, Aria, suonata da Glenn Gould, 1981

 
 
Un solo risuonare
 
 
Volontà di rimanere,
evadere dal mondo
e sempre ritornare.
 
Due parole, due versi
Tra risacche inconcludenti
L’una dentro l’altra
S’intrecciano nel fondo
Si rinfacciano ricordi vanitosi
E mai sanno, nel parlare,
Del continuo ritornare, dell’intreccio lineare
D’una doppia volontà che lenta,
Nel silenzio, alacremente
Si lascia abbandonare.
 
E dissolto in questo mare
Un solo risuonare,
Un solo ancora
E un solo ovunque,
Eternamente,
Continuando a ritornare. 
 
 

La giustificazione dell’arte è la combustione interiore che innesca nel cuore degli uomini, e non la sua vuota, esteriore, manifestazione pubblica. L’essenza dell’arte non sta nel rilasciare una momentanea scarica di adrenalina ma, piuttosto, nella costruzione graduale, che dura tutta la vita, di uno stato di meraviglia e profonda serenità.1
(Glenn Gould)

 

Ho la sensazione di non averla scritta da solo, questa poesia. Era già stata scritta per me, prima che la raccogliessi, in un altro idioma. Da Gould e Bach. È l’Aria delle Variazioni Goldberg (BWV 988), nell’interpretazione di Gould del 1981, che ho ascoltato per decine di volte prima del giorno in cui mi sono seduto a scrivere questa poesia, per anni, e poi altre decine di volte mentre scrivevo. Davvero, non credo di poter dire di essere il solo autore di quest’opera. Chiamatemi sognatore, ma questa poesia, per me, è stata scritta a sei mani. Da Bach, Gould, e me.

Giovanni Dominoni, Riga, 2017


 

Note:

  1. 1 – Kingwell (2009, p. 194), mia traduzione. Testo originale: “The justification of art is the internal combustion it ignites in the hearts of men and not its shallow, externalized, public manifestations. The purpose of art is not the release of a momentary ejection of adrenaline but is, rather, the gradual, lifelong construction of a state of wonder and serenity“.