Dolcemente si risuona

 

Giovanni Dominoni, Fotografia, Diario di viaggio, Sigulda, Lettonia

 
Dolcemente si risuona
 
 
Parole terminali,
affamate come pioggia,
ridotte all’osso d’un silenzio ricorrente
d’un’immagine silente che, operosa,
sfalda il suo tacere.
 
Ma nel vento quest’etere
inalbera il suo niente,
quest’assurdo indiventare e
indivenire del morire e germinare
e di silenzi follemente
innamorare.
 
E in quest’infuoco di risvolti
la loro voce ed il ricordo
dolcemente
nel pensiero ancora si risuona.
 
 

Non c’è una posizione della rete, ma solo sulla rete. Non ci sono loop nello spazio, ma i loop sono lo spazio
(Carlo Rovelli, tratto da Jim Baggot, “The Quantum Story: A history in 40 moments”, Oxford Landmark Science, mia traduzione).

 

In “Dolcemente si risuona” i richiami alla nuova estetica che nasce dalle più recenti scoperte della fisica teorica sono assolutamente evidenti. Ma più ancora, sono evidenti i richiami alla nuova immagine di mondo che ne consegue, da queste scoperte.

Questa poesia parla di parole ridotte all’osso della loro capacità di esprimere. Di un niente che non esiste, perché il niente è fatto di piccole vibrazioni da cui tutto nasce. Di vibrazioni che non scaturiscono dal niente, ma sono il niente che agisce in se stesso, senza mai uscire da sé, che “in”diviene, “in”diventa e “si” risuona1 , di piano in piano, fino a giungere al livello della nostra coscienza, nel nostro pensiero, che è fisicamente parte di quel niente iniziale (e in fondo, anche sua stessa origine, chiudendo così il cerchio, visto che la poesia era iniziata proprio con “parole”, ovvero pensiero, e sempre con il pensiero finisce. Per ricominciare di nuovo…)

Il leitmotiv che lega le mie fotografie è molto simile, e si basa sulla costruzione dell’immagine su diversi piani, spesso ricercando anche una curvatura che imiti un movimento rotatorio, cercando di disegnare un’immagine nel processo di autogenerarsi in un movimento circolare .

Insomma, in questa fotografia, la ricerca incessante di questo stesso effetto trasmuta il panorama in immagini dell’eterno ricorrere del divenire.

Giovanni Dominoni, Ottobre 2017, Riga

Versione stampabile

Note:

  1. 1 –  Nelle mie poesie, il “particolare” ed il “tutto” spesso si confondono, creando neologismi e strutture grammaticali apparentemente sgangherati come “si risuona”. Infatti, come può un suono risuonare “nel” tutto se il suono stesso “è” il tutto? Quindi, inevitabilmente, “si” risuona, “in”diviene, “in”diventa.